Samantha-CristoforettiLa storia di Samantha Cristoforetti è solo l’ultimo – in ordine cronologico – esempio di eccellenze italiane “in rosa”. Trentina di origine e milanese di adozione, 37 anni, aviatrice, ingegnere e astronauta è la prima donna ad aver spiccato il volo per lo spazio, nonché l’ultima di soli sette italiani. Le notizie che l’hanno riguardata in questi giorni ci hanno fatto sorridere, così come avvenuto appena poche settimane prima per Fabiola Gianotti – romana di 52 anni – quando venne nominata direttrice del Cern, anche se il suo nome echeggiava già dal 2012, da quando il Time la incluse tra le cinque personalità dell’anno. Come loro, anche la milanese Elena Cattaneo – 52 anni – si è distinta nel panorama internazionale per il suo contributo nella ricerca medica, tanto da colpire l’attenzione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che la nominerà senatrice a vita nel 2013.

Loro sono solo tre delle donne che nel corso dei tempi e della storia hanno contribuito a rendere grande l’Italia nel mondo. E sono solo tre delle tante donne che nel corso del tempo sono riuscite ad emergere e a brillare nell’ambito di contesti storicamente vissuti e conosciuti dagli fabiola-gianottiuomini. E, guarda caso, lo hanno fatto in un momento in cui, a fronte della sempre crescente emancipazione femminile, segue anche la crescita dei fenomeni di violenza che spesso – sin troppo – sfociano in quel delitto che a noi, che detestiamo l’ipocrisia e sposiamo pienamente un linguaggio corretto e diretto, piace chiamare femminicidio. Mentre batto le lettere sulla tastiera del pc, il foglio di videoscrittura non riconosce questa parola. Ed è inquietante – e a tratti imbarazzante – che ancora oggi, ai tempi della comunicazione e dell’informazione digitale, in tempi in cui quotidianamente ogni cittadino, uomo o donna, è bombardato dalle notizie, non si riesca a percepire la violenza di genere in tutta la sua pienezza, nel suo significato più intimo, profondo e distruttivo. E’ il segno tangibile di un’immagine ancora distorta della figura femminile negli svariati contesti sociali; il ritratto di una donna ancora debole e a tratti confusa, una donna ancora troppo impegnata a tentare di salvare l’uomo piuttosto che tutelare se stessa.

E questo, amiche ed amici, è il vero nodo della questione. Un uomo che picchia, che minaccia, che umilia, che deride, che uccide non può e Lectio magistralis di Elena Cattaneo sulle cellule staminalinon deve essere salvato. Un uomo incapace di accettare un rifiuto è un uomo incapace di amare. Un uomo che non ha cura degli esseri umani non merita altre occasioni. La violenza di cui ogni giorno migliaia di donne al mondo sono vittime ha un’unica matrice: una buona dose di maschilismo, certo; ma anche una buona dose di responsabilità femminile.

E allora, amiche e amici, se una donna può manipolare cellule e smembrare particelle, se una donna può contribuire fattivamente allo sviluppo della scienza e della medicina nel mondo, se una donna può volare nello spazio, allora una donna deve imparare a distinguere il bene dal male. Una donna può e deve imparare a difendersi e a prendere in mano le redini della propria vita.

Che questo 25 novembre sia l’occasione per riflettere su noi stesse, sulle nostre vite e le nostre speranze, sugli uomini della nostra vita. Sia soprattutto l’occasione per dire a noi stesse che difendersi si può, che emanciparsi si deve, che spiccare il volo è un nostro diritto.

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A proposito dell'autore

Giulia Polito

Giulia Polito nasce a Reggio Calabria, anche se non le hanno chiesto il permesso. Dopo una veloce infanzia e un’esistenza tranquilla sceglie gli studi filosofici per poter condurre una vita all’insegna della praticità. Per questo, per poter arricchire di emozioni la sua permanenza sulla terra e aggravare la sua già profetizzata instabile situazione economico-finanziaria di donna impegnata del sud, si dedica ai blog e al giornalismo. Non paga dell’arte, approda in radio dove tra notiziari, rubriche e satira pensa che sì la radio è bella, ma se fosse bionda starebbe meglio in tv. Studiando da cronista di giudiziaria, evitando come una mannaia le rubriche leggere di ricette e gossip, ha imparato a cucinare di gusto, nella consapevolezza di wildiana memoria che un giorno le sue colleghe la convinceranno per sempre che è meglio tacere e sembrare stupide che farsi bionde e togliere ogni dubbio. In fondo lei ha sempre saputo che le soddisfazioni più durature della vita sono sempre “senza zucchero”.

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  1. W le donne - 25 novembre - Casa Febea - Antenna Febea

    […] 25 novembre. Oggi a Casa Febea abbiamo parlato della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne insieme a Luciana Bova. Poi abbiamo presentato il Convegno “L’evoluzione della professione: ambiti, responsabilità e opportunità” che si svolgerà il 28 novembre al Cineteatro Odeon di Reggio Calabria, in studio il Dott. Palumbo, presidente UGDCEC Reggio Calabria. In conclusione, Giulia Polito parliamo ancora di 25 novembre: difendersi si può, emanciparsi si deve. […]

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