Mi chiamo Giuseppe, vengo da Reggio Calabria, e voglio raccontarvi la recente esperienza di mobilità europea che ho vissuto insieme ad altri quattro ragazzi italiani.

Tutto è cominciato a Maggio, quando ho inviato la mia candidatura per partecipare al progetto Erasmus+ nel novero delle attività MEG – Mobilità Europea Giovanile di APICE dal titolo “Communication 4 Integration”, con sede in Lituania, guidato da Eurobug International e di cui APICE è partner.
Il tema del progetto è l’integrazione dei rifugiati e dei migranti, un tema molto importante ed attuale, che mi ha subito convinto a partecipare.
Dopo essere stato selezionato da APICE ed essere stato preparato da Alessandra di APICE per svolgere il ruolo di Group Leader, ho iniziato a conoscere gli altri ragazzi del team italiano: Giovanni e Mariannunziata da Reggio Calabria, Nadia da Catanzaro e Gianluca da Poggiomarino, con i quali ci siamo subito messi al lavoro tramite videoconferenze online e messaggi per preparare le attività da svolgere durante il progetto.5
Arriviamo finalmente al giorno del viaggio, che ho iniziato partendo da Reggio Calabria in treno insieme a Giovanni e Mariannunziata. Arrivati a Roma abbiamo preso il primo aereo per Francoforte, e subito dopo il secondo aereo per Kaunas, dove ci siamo uniti a Nadia che invece era partita da Milano. Da Kaunas, dopo un paio d’ore di bus, siamo arrivati finalmente nella sede del progetto, a Karsakiškis nella contea di Panevėžys, dove abbiamo conosciuto di persona l’ultimo partecipante italiano, Gianluca, che era arrivato il giorno precedente e aveva già iniziato a stringere amicizia con i ragazzi delle altre nazioni.
Il primo giorno di progetto è stato interamente dedicato alla conoscenza di tutti i partecipanti e all’approfondimento delle finalità del progetto.
Come team Italiano abbiamo gestito una delle attività di group building che hanno permesso ai giovani provenienti da Grecia, Turchia, Irlanda, Ungheria, Lituania ed ovviamente Italia, di conoscersi meglio.
Il giorno successivo si inizia a fare sul serio. La giornata è dedicata alla presentazione della situazione dei rifugiati e dei migranti nei paesi partecipanti. I vari gruppi nazionali hanno usato presentazioni, power point e video, per spiegare le condizioni del proprio paese e per mostrare buone pratiche di integrazione, in modo tale da ampliare la conoscenza del flusso migratorio in Europa.4
Il terzo giorno è stato un giorno molto significativo per tutti i partecipanti, in quanto ci siamo recati al vicino centro di accoglienza situato a Rukla per fare visita ai rifugiati.
Arrivati sul posto abbiamo iniziato a svolgere attività per coinvolgere sia i più piccoli, con balli e disegni da colorare, sia i più grandi, giocando a calcio e pallavolo. Durante queste attività abbiamo cercato di interagire con i rifugiati per ascoltare le loro storie e capire le loro emozioni.
Successivamente abbiamo approfittato del resto della giornata per visitare Kaunas e cenare con un piatto tipico locale: il Cepelinai, a base di patate e carne.
Durante la giornata seguente ci siamo innanzitutto confrontati con l’intero gruppo sull’esperienza di Rukla, e successivamente abbiamo svolto attività riguardanti l’importanza della comunicazione, in particolare di quella non verbale. Nella seconda parte della giornata abbiamo introdotto le attività creative per i giorni seguenti.
Il giorno 5 infatti è stato interamente dedicato allo sviluppo dei Creativity Labs. Sono stati creati diversi gruppi di lavoro, nei quali sono state sviluppate e realizzate opere creative. In particolare Giovanni e Nadia hanno seguito il gruppo dedicato alla creazione di un video sulle discriminazioni razziali, Gianluca e Mariannunziata hanno scritto dei profondi poemi creativi, mentre io ho contribuito alla creazione di fumetti e disegni inerenti il No Hate Speech Movement.
La giornata si è conclusa con la Intercultural Night, in cui ogni paese ha contribuito condividendo presentazioni, video, balli e cibo tipici del proprio paese.
Siamo arrivati al sesto giorno, il free day! Il team italiano si è diviso, in quanto le ragazze hanno deciso di fare una nuova esperienza andando in kayak lungo il fiume, mentre i ragazzi hanno scelto di visitare la città di Vilnius.2
Durante il giorno 7 proseguono le attività creative. Durante la mattina abbiamo ultimato la preparazione dei Creativity Labs, mentre nel pomeriggio ci siamo riuniti in gruppi nazionali per pianificare gli Action Plans da attuare al nostro ritorno a casa.
Dopo cena il nostro gruppo Italiano si è proposto per l’organizzazione di una caccia al tesoro nel bosco, che è andata oltre le aspettative, coinvolgendo l’intero gruppo per due ore con giochi e attività e con un premio finale da condividere fra tutti i partecipanti.

Siamo giunti quindi al giorno 8, l’ultimo giorno di progetto, nel quale abbiamo perfezionato i nostri Action Plans nazionali, confrontandoci con i ragazzi delle altre nazioni sulle possibili problematiche nell’attuazione dei piani.
Successivamente siamo passati alle attività conclusive, con le quali abbiamo avuto la possibilità di valutare l’intera esperienza in tutti i suoi aspetti e condividere le nostre emozioni con tutti i partecipanti. Sono stati dei momenti molto toccanti, in quanto eravamo tutti molto soddisfatti del progetto e di quello che siamo riusciti a fare, ma allo stesso tempo stavamo realizzando che saremmo tornati presto alle nostre vite, lontani dai nostri nuovi amici e da quella realtà.1
La sera abbiamo organizzato la festa conclusiva del progetto, che abbiamo deciso di prolungare fino alle 5.30 del mattino seguente, orario in cui i primi partecipanti hanno iniziato a partire.
Tra abbracci e lacrime abbiamo quindi chiuso le valigie e ci siamo messi in viaggio per tornare a casa, consci di aver vissuto una esperienza magnifica grazie a 30 persone, tutte diverse tra loro, che hanno contribuito ad arricchire il nostro bagaglio culturale e che ci hanno insegnato che possiamo e dobbiamo fare sempre di più.

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