Così inizia il primo Governo Letta o come direbbero alcuni Letta-Alfano, a voler sottolineare – nella maggior parte dei casi in termini dispregiativi – il curioso binomio che governerà da qui a… chissà fino a quando.
Non ci esprimeremo in merito al programma già proposto dal neo Presidente del Consiglio, non oggi almeno. Ma il nostro “appartamento” telematico risponde non a caso al nome di SocialSud.it e per questo ci interessa capire, in prima battuta, quale sarà la linea politica che questo nuovo Governo adotterà rispetto allo sviluppo del Meridione. Non ci sembra di ricordare infatti particolare impegno da parte dei precedenti governi; di questi ricordiamo senz’altro l’ultimo governo tecnico-bocconiano-luissino-banchiere, di sicuro troppo tecnico e poco politico e certamente sin troppo distante dalle politiche per lo sviluppo del Meridione, neanche minimamente contemplate nella famosa “agenda Monti”.

Dei tecnici di Monti, al Governo Letta-Alfano resta solo Anna Maria Cancellieri come Ministro della Giustizia. Un Prefetto con un passato persino da Commissario prefettizio a Bologna, una donna e un politico che di certo alle nostre alture ricorderemo a lungo, dal momento che si tratta del Ministro che ha proposto e ottenuto lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria, il primo capoluogo di provincia della storia ad essere commissariato a causa delle infiltrazioni mafiose. In atto, come ben sappiamo, c’è un ricorso al Tar del Lazio che sostiene la sostanziale illegittimità del provvedimento adottato. Su Anna Maria Cancellieri e la sua squadra di “segugi” pertanto rinviamo il nostro giudizio: contrariamente ad alcuni illustri parlamentari nostrani, preferiamo adottare cautela, soprattutto quando in ballo c’è la credibilità delle istituzioni.

Diamo adesso un’occhiata anche agli altri ministri appena nominati, se non a tutti almeno ai più interessanti dal nostro punto di vista.

Angelino Alfano, 43 anni, è Vicepremier e Ministro dell’Interno. Agrigentino di nascita, è da sempre uno dei fedeli delfini di Berlusconi nonché segretario del Pdl. Autore del “lodo Alfano”, la legge che detta disposizioni in merito alla sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato. Certo una macchia nel curriculum del neo ministro, dal momento che questa legge è stata dichiarata incostituzionale dalla Consulta per violazione degli articoli 3 e 138 della nostra Costituzione. Un tentativo bizzarro dunque di “aiutare” il presidente Silvio Berlusconi, oggetto come ben sappiamo di numerosi procedimenti penali. Alcuni di questi sono stati archiviati in fase di indagine, in altri Berlusconi è stato prosciolto dalle accuse, in altri ancora sono state pronunciate sentenze di condanna, per altri ancora si aspetta l’esito. Alla luce di tutto questo, per essere un ministro credibile, Alfano dovrà tagliare il cordone ombelicale che lo lega a papà Berlusconi: il rischio per lui è quello di restare a vita la macchietta del suo presidente. Sarebbe inoltre interessante se il Ministro dell’Interno, uno volta tanto, si ricordasse anche che le mafie vanno combattute e sconfitte e che pertanto, in alcuni punti dello Stivale, sono necessari interventi radicali e controlli capillari sul territorio.

Fabrizio Saccomanni è invece all’Economia. Economista apprezzato, nel 1967 era uno dei papabili successori di Mario Draghi alla Banca d’Italia. Dal ’70 sarà impegnato per cinque anni al Fondo Monetario Internazione. Laureato alla Bocconi e questo – scusate la battuta – non depone a suo favore, dati i precedenti. Lo osserveremo al lavoro con grande curiosità, ma ci auguriamo che questa volta il Ministero dell’Economia inizi ad occuparsi più di economia reale e meno di banche, spread, dati e statistiche di ogni genere. Soprattutto che guardi all’enorme potenziale economico del nostro Meridione, sin troppo taciuto, ignorato ed isolato.

E a proposito di isolamento, chi ti vedo al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti? Maurizio Lupi, ciellino di fede, anche lui uomo fedele a Berlusconi. E’ stato vicepresidente della Camera. Attendiamo con ansia che Lupi venga presto a farsi un giro dalle nostre parti, in Calabria così come in Sicilia… ammesso che da Roma riesca ad arrivare.
Infine, ricordiamo Beatrice Lorenzin, neo ministro della Salute. Repubblica.it l’ha definita esponente della “nuova generazione del berlusconismo”. Agguerrita quanto basta, eletta nel 2008 alla Camera con il Pdl, non ha bisogno che le si spieghi quale dovrà essere la sua prima mossa da Ministro: ci sono province in cui la brava gente muore a causa della malasanità. Sulla sanità calabrese si è già parlato e scritto moltissimo, non crediamo di aver bisogno di ribadire quali debbano essere i punti all’ordine del giorno.

Insomma, riteniamo impensabile rilanciare lo sviluppo dell’interno Paese senza che prima si posi la mano anche sul Meridione. E’ indispensabile pensare in maniera unitaria e intervenire con intelligenza lì dove sono necessari interventi strutturali. Per costruire occorre gettare basi solide, altrimenti si tratterà sempre di castelli di carte da gioco pronti a volare via al primo soffio di vento.

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A proposito dell'autore

Giulia Polito

Giulia Polito nasce a Reggio Calabria, anche se non le hanno chiesto il permesso. Dopo una veloce infanzia e un’esistenza tranquilla sceglie gli studi filosofici per poter condurre una vita all’insegna della praticità. Per questo, per poter arricchire di emozioni la sua permanenza sulla terra e aggravare la sua già profetizzata instabile situazione economico-finanziaria di donna impegnata del sud, si dedica ai blog e al giornalismo. Non paga dell’arte, approda in radio dove tra notiziari, rubriche e satira pensa che sì la radio è bella, ma se fosse bionda starebbe meglio in tv. Studiando da cronista di giudiziaria, evitando come una mannaia le rubriche leggere di ricette e gossip, ha imparato a cucinare di gusto, nella consapevolezza di wildiana memoria che un giorno le sue colleghe la convinceranno per sempre che è meglio tacere e sembrare stupide che farsi bionde e togliere ogni dubbio. In fondo lei ha sempre saputo che le soddisfazioni più durature della vita sono sempre “senza zucchero”.

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