Avrei voluto riposare di più, ho dormito poco reduce da festa di compleanno, la Rai trasmette la parata nazionale…docciata e vestita in semplicità, in jeans e top che sembro una liceale, mi aggiro sul Lungomare Gallicese.
La gente sta per arrivare, lo capisco dalle porte finalmente aperte delle case estive e dalle varie aiutanti domestiche di ogni nazionalità, reclutate a nero, che le puliscono.
“PISTAAAA...”, Mi sfrecciano accanto due ragazzini in bici, ovviamente sul marciapiede, ma che gli vuoi dire Lucia (dico a me stessa), non hanno dove andare, non c’è dove correre in sicurezza per me e per loro.
Poi tre ragazzine di 12 anni circa in bici raggiungono la spiaggia in solo bikini a piedi scalzi ed io penso “che bello che era a quell’età…scanzonata, libera, innocente e senza pensieri…però cavolo saranno pure senza pensieri ma hanno chili di cellulite oh mio Dio!”
Desidero un caffè, entro al bar dove il ragazzo molla scopa e paletta e si mette alla macchinetta:”Signora vuole acqua?”. Dico si e penso:”Tu non hai mai conosciuto veri bevitori di caffè, si deve bere dopo l’acqua per pulire la bocca, ma va bene almeno ti fossi lavato le mani”
Vedo con la coda dell’occhio una vecchietta sulla panchina che cerca con il gomito di nascondere qualcosa alla sua destra..mi incuriosisco “ma che fa?”.
La risposta arriva veloce da due ragazzi dietro appena entrati:”oh, Pepè…fusti tu a ncollari di du euru nta panchina?”
Esce Pepè da tergo:”Viristi? Ahahahha nci misi l’attack…non si sciuppunu mancu cu nu cuteddu, mi veni mi moru mi vardu i cristiani chi si sciarriunu chi sordi!”
Io, come al solito, rido sola dell’umanità varia.
Caffè bevuto, mi godo il mare verde smeraldo e blu e la Sicilia in fondo immobile…la spiaggia è sporca ed è ancora dichiarata cantiere quindi i lidi non si mettono ma la gente ci va lo stesso.
Il sole mi accende i capelli nerissimi, mi scalda, respiro l’aria nuova e vado a casa…mi metto un vestito lungo, colorato e scollato una bellissima collana e festeggio con un pranzo fuori questa festa del due giugno e meno male che è arrivata l’estate.

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