A ridosso del 4 dicembre pensieri confusi si affollano sulla riforma costituzionale che in realtà non abbiamo  ancora letto,  ma di cui, a tratti, assimiliamo   pezzi presi qua e là: dai social, dalla tv, dai dibattiti organizzati in sede locale e da quello che la gente pensa e su cui  commenta ogni giorno.

La conclusione è che :

1) il popolo che deve approvare o rifiutare è migliore della classe politica che ha confezionato la riforma?

2) la classe politica che ha confezionato la riforma ha classe ?

3) la riforma è sicuramente la sintesi della qualità dei politici che l’hanno approvata così come la Costituzione  come la conosciamo è espressione di coloro che l’hanno partorita.

4) anche dopo il 4 dicembre si continuerà a vivere, ma alcuni vivranno con prospettive diverse

5) tra quelli che subiranno dei cambiamenti evidenti non rientra il popolo;

6) coloro che dicono che la riforma non ha a che vedere con la simpatia per l’attuale governo tuttavia cercano ad oltranza di mostrarsi antipatici fino alla fine per non peccare di incoerenza;

7) coloro che si alleano per il si così come coloro che si alleano per il no, in sé non si amano e non hanno alcun punto in comune se non conservare il potere o cercare di riprenderlo;

8) in realtà della Costituzione non  gliene  importa niente a  nessuno;

9) in realtà “o Costituzione o morte” nel paese del: si ma però, si ma forse, si potrebbe, nelle more, eppure, forse, ni, so, pertanto, ordunque, in certo qual modo , perfino o per fortuna… non è credibile

10) se voti si o voti no, lo fai per ragioni diverse che non sono tutte prevedibili e alcune inenarrabili.

In conclusione ogni volta che il popolo viene chiamato a dire la sua non lo fa seguendo un metodo scientifico, ecco perché i sondaggisti dovrebbero andare a scuola di previsioni del tempo piu’ che di statistica. Se è pur ver che  c’è tutto un mondo che segue le distorsioni emotive del momento,  a questo giro troviamo  che  l’emotività di chi dovrebbe decidere è piu’ matura di quella espressa da chi dovrebbe portare le ragioni del voto.

Alla fine quindi abbiamo  fiducia nel popolo che deciderà per il meglio e rafforziamo la  fede in Dio che anche a  sto giro salverà l’Italia dagli italiani.

Amen

 

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